Il trend delle Snickers

Bellissime, comode e sempre di tendenza.

Tutti ne abbiamo almeno un paio e forse non ricordiamo nemmeno quando abbiamo iniziato ad indossarle: “Uhmmm forse siamo nati con le scarpe da ginnastica?”. Forse non tutti sanno però la storia della mitica scarpa da ginnastica.

Si narra che gli atleti delle Olimpiadi indossassero particolari calzature adatte a compiere i giochi. Molto più tardi, gli indiani si spalmavano la pianta dei piedi con il lattice ricavato dalla corteccia del caucciù.

Nel XVIII secolo, in Inghilterra, comparvero le scarpe leggere con una buona aderenza al terreno. Erano, però, in cuoio e quindi non impermeabili.

Nel 1832, in America, Wait Webster brevettò un processo secondo il quale le suole in gomma potevano essere attaccate alle scarpe. Poco dopo, Charles Goodyear, noto per la vulcanizzazione della gomma e per la Goodyear a lui intitolata, scoprì come rendere la gomma elastica e resistente. Arrivarono le scarpe con suola in gomma per il cricket.

La scarpa da ginnastica è apparsa per la prima volta in Inghilterra nel 1850 con il nome di Plimsoll dal nome del suo ideatore Samuel Plimsoll. Quando sbarcò negli USA prese però il nome di Sneakers, nome che ancora oggi indica questo modello di calzatura sportiva. Nel 1917 queste scarpe iniziarono ad essere prodotte in serie.

Nello stesso anno, Marquis Converse produsse la prima scarpa realizzata per il basket, le Converse All-Stars. Nel 1923 Chuck Taylor iniziò ad indossarle durante le partite e a promuoverle così tanto che divennero poi note come le Chuck Taylor All-Stars. Sono tuttora le scarpe da basket più vendute di tutti i tempi.

Ma il vero successo nel mondo della moda arriva negli anni ’50:

A renderle famose nel mondo, anche al di fuori dello sport, ci pensò poi James Dean nel 1955 che, grazie al film “Gioventù Bruciata”, diede il via alla moda delle sneakers come scarpa da indossare tutti i giorni, dal lavoro al tempo libero.

L’affascinantissimo James Dean indossa infatti abitualmente le sue bellissime All Star, sul set e nella vita di tutti i giorni.

Tra i giovani fu subito amore a prima vista, infatti le scarpe da ginnastica diventarono un must, simbolo della ribellione giovanile tanto rispecchiata dal mitico Dean nel famoso “film maledetto”.

Anche diversi gruppi rock si fanno ritrarre con scarpe da ginnastica di diverse marche e modelli.

Un simbolo, quindi, sia  di ribellione che di emancipazione, che con gli anni diventò fenomeno di massa.

Oggi le snickers continuano a far moda e tendenza essendo addirittura abbinata ad eleganti completi da ufficio, quindi sfoggiata da giovani manager che, in modo molto trendy le hanno abbinate a seri e cupi completi grigi o gessati, dando quel tocco chic poco impegnativo.

Lo stesso stilista Giorgio Armani è precursore di questa tendenza, seguito poi dall’industriale modaiolo Lapo Elkann, o dall’eclettico presentatore tv Piero Chiambretti, che ironicamente le indossa anche sotto serissimi smoking.

In Usa il mercato  di questo prodotto ha avuto subito enorme successo, anche grazie allo sfrenato amore del popolo americano per la salute, per la ginnastica e nello specifico per il jogging, Solo negli anni ’80, più di 30 milioni di persone le indossavano per correre, ecco perché nel tempo su di esse sono stati veri e propri studi, si sono applicati elementi di tecnologia, con il fine di renderle sempre più adatte anche per il tipo differenziato di uso: tennis, corsa, pallacanestro, pallavolo, ecc.
Già nel 1978 la Nike ideò il sistema Air, in cui tra la tomaia e la suola vi era un’integrazione di cuscinetti che avevano al loro interno del gas pressurizzato molto denso; grazie a questa innovazione, ma non solo, la Nike ha un fatturato annuale di circa 10 miliardi di dollari.
Fantastica anche l’applicazione tecnologica di Adidas che nel 2005 ha messo sul mercato la scarpa 1, cioè una scarpa intelligente che ha la capacità di comprimere e poi decomprimere la suola ogni 4 passi compiuti, comandata da un piccolo computer in grado di calcolare algoritmi e modificare la suola in piena autonomia.
In Italia amiamo le scarpe da ginnastica, al punto da usarle non solo per sport, ma spessissimo anche per andare in ufficio e al lavoro.

Tutto italiano è il prodotto della Vibram, chiamato la “scarpa che non c’è”: una sottile membrana che avvolge il piede tenendo le dita separate, così come se fosse un guanto per piede, conferendo una particolare sensazione alla pianta. La linea Five Fingers ha avuto un boom di vendite soprattutto in Usa (vendite triplicate in un solo anno), dove chi è un amante della corsa non ne può fare a meno. Molti medici e studiosi sono concordi nel giudicare queste scarpe adatte e perfette, poiché sarebbe fisiologiche alle necessità del piede e non lo costringerebbero con materiali duri e innaturali.

Please. Come on. Speak up.

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